Mauro Faina's blog

School Adventures

Dobra Voda day IV

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Finalmente il sole, si il quarto giorno di gita ci sorride e la novità del giorno riguarda il cambio della guida. Non più Elena the machine, ma Kathrina, che fin dal primo momento non mi sta simpatica. Non so, un fatto di pelle, ma già decido dall’albergo che non la voglio ascoltare. Non faccio colazione e come al solito ci avviamo per visitare il quartiere caratteristico di Praga, mala strana se non erro dove troviamo la celeberrima cattedrale di San Nicola e la chiesa del bambin gesù. Nemmeno questa mattina mi smentisco (che strano, solitamente la mattina sono allegro), sto molto sulle mie, gli alunni mi sono indifferenti e arrivati a Piazza Venceslao, li mollo un attimo per andare a fare una degna colazione. Li perdo ovviamente, in quanto non so cosa sta succedendo con il gruppo. Alla testa ci sono il mitico Giuseppe Fragnoli e l’ormai stanco e afflitto Andrea di Lello, che cerca di recuperare le forze. Kathrina è al loro fianco e così l’intera carovana che però lentamente si sfila e ci ritroviamo da soli per la piazza dell’orologio, consci di aver ignorato la guida e di goderci la città come e quando vogliamo. Avevo già assaporato il piacere di girare a “vuoto” il pomeriggio prima, quando con Andrea ho trascorso un piacevole pomeriggio di primavera a chiacchierare di molti argomenti diciamo intellettuali e abbiamo convenuto su molte cose. Questa volta mi sono trovato con i miei alunni (o meglio parte di essi) e abbiamo cominciato a girare là dove più ci piaceva. Ci abbiamo messo un’ora per attraversare il ponte in quanto il sole splendeva e potevamo farci delle belle foto. Chiaramente abbiamo conosciuto l’atmosfera di questa città più camminando a zonzo e scoprendo angoli nuovi che per merito delle guide. Segno che certo un punto di riferimento ci vuole soprattutto all’estero, ma bisogna ripensare a come condurre il programma. Una buona guida cartacea, qualche curiosità, un elenco di luoghi e poi si deve girare anche a vuoto per conoscere spazi che altrimenti vengono sottostimati e ignorati. Arrivati a San Nicola (dove cerchiamo di entrare, ma poi desistiamo perchè sti praghesi hanno mille e uno problemi con gli euro…ma sono o no nella comunità europea……????), decidiamo di girare per negozi e troviamo un antiquario vecchia maniera, dove si acquistano cose originali anche a poco prezzo. Intanto l’altra parte del gruppo ci telefona disperata e Andrea chiede: dove siete? M’invento qualche buona ragione per tranquillizzare Andrea e continuiamo la nostra gita esplorativa. All’una appuntamento di nuovo al ponte Carlo, dove il gruppone si riunisce al completo. Si decide sul da farsi. Allievi liberi di fare shopping e visite individuali, e noi tre teachers? Bene, il giuseppe fragnoli decide di andare a mangiare e chiede a me e Andrea di unirsi a lui e Kathrina. Noi naturalmente acconsentiamo e fra l’altro Giuseppe ci dice che offriremo noi il pranzo alla tizia praghese. Va beh….non è così simpatica penso io, ma facciamo questo piccolo sacrifico. Entriamo in un cesso di posto (adesso posso dirlo) dove l’igiene è a zero e francamente leggendo quanto offrivano, c’era molto di meglio in altre parti. Ma siamo “ospiti” e quindi ci adattiamo alle proposte di Kathrina e Giuseppe (invece la tizia ci darà un’indicazione preziosa per un locale di sera, il così chiamato u kalicha). Ah, difficile però raccontare il resto….ci provo. Ordiniamo da bere e il sottoscritto chiede acqua e Giuseppe, Andrea e soprattutto Kathrina mi guardano con disprezzo. Non mi faccio problemi, mentre il fragnoli tiene banco descrivendo le sue mille attività che spaziano dalla musica alla pittura. Andrea lo sostiene, io ascolto, ma mi sto annoiando. Non mi va di parlare e quando Giuseppe sta zitto, c’è un imbarazzato silenzio. Solitamente sono il primo a cercare di fare gruppo, ma in questo caso non ne ho voglia e tanto meno l’intenzione. Lascio fare e Giuseppe decanta anche le sue capacità artistiche. E qui direi scoppia il sentimento, la scintilla che colpisce Kathrina è quasi palpabile. Momenti indescrivibili di passione si possono quasi toccare, uno sguardo ammirato della praghese doc cade come un raggio di sole sul faccione di Giuseppe ed esclama la frase che lo esalta fino a ergerlo rappresentante del popolo italiano, infatti Kathrina esclama: Sei proprio un uomo del Rinascimento, detto con trasporto e sentimento. E qui io e Andrea ci guardiamo senza proferire parola. Non dico nulla, mi viene da pensare: e certo, qui invece io sono il tipico uomo dell’agro pontino, un po’ rozzo, dell’alto medioevo almeno!!!! Mi viene da ridere, ma mi trattengo. Il cibo non è dei migliori, strani sapori, mischiati……insomma da dimenticare. Paghiamo (e facciamo una figuraccia in quanto non lasciamo la mancia), e uscendo i saluti. La tipa prima mi porge la mano in maniera molto timida,
………………………………………………………..cesnurato………………………………………………………………………………………..
Visitiamo la torre (una bella veduta) e poi mi ricongiungo con un gruppetto formato da Francesca, Marysa e Federica e (non ricordo chi) che hanno il problema di organizzare la festa di compleanno per Lydia. Necessitiamo di una torta, ma sembra che sia difficile trovare una pasticceria degna di questo nome. Alla fine la Tesco (una specie di Panorama) ci viene in aiuto. Dopo aver girato in lungo e largo il centro, nel supermercato cattocomunista riusciamo prima a rimediare alcune bottiglie di spumante. Ci serve una commessa in crisi con il marito, che non va dal parrucchiere dalla notte dei tempi e anche depressa (voi direte a chi frega? A nessuno, ma abbiamo passato la fila cercando di capire la sua vita…momenti freudiani indimenticabili). Con un metodo logico deduttivo riusciamo a capire le etichette degli spumanti praghesi e finalmente giungiamo a definire l’acquisto. Ora rimane il problema della torta. E come soprascritto, al piano sotterraneo c’è il panorama praghese. Troviamo una torta con facilità (anzi due) e giriamo poi per il supermercato alla ricerca delle candeline. Non ne troviamo una e purtroppo mi rendo conto che il praghese medio non sa un’acca d’inglese. Naturalmente abbiamo problemi anche alla casa, dove c’è la cugina della commessa addetta ai vini. Questa non capisce nulla e i parrucchieri non sa nemmeno dove stanno di casa. Va in totale confusione nel momento in cui il codice a barre non va, esclama qualche cosa nella sua triste lingua slava e poi, dopo essersi fatta tutto il supermercato, torna soddisfatta con il suo nuovo codice a barre. Risultato raggiunto comunque, mancano le candeline, ma conto di trovarle in albergo. La festa di Lidia è salva!!! Per la sera abbiamo una cena in programma, il locale è vicino. Non il massimo per alcuni (vorrebbero sempre andare in discoteca), ma il calendario delle serate è stilato. Una sana dittatura è in atto. Purtroppo abbiamo un problema con Dalila, che si becca la febbre. Adele, Flavia e Martina, ammirevoli, rimangono con lei ad accudirla, anche se è evidente che non vogliono venire alla cena, e preferiscono rimanere in albergo con gli altri del quinto. Avrebbero potuto dirmelo, comunque. Invece…….non so, forse mi sbaglio. Però fanno le brave infermiere. Mi arrabbio un pochino, ma ormai queste pulzelle sanno che la mia cosiddetta ira dura un attimo. Ok, con Giuseppe (Andrea è come al solito steso orizzontale sul letto) e il IVa cl (ad eccezione delle citate) ci avviamo al ristorantino. Una veloce ricerca e arriviamo al u Kalicha, caratteristico locale di inizio secolo. Entriamo un pochino titubanti, e i nostri dubbi aumentano quando the owner del locale spara ai clienti con la pistola ad acqua e una banda di due persone gira per il locale vestita da soldato. Momenti indimenticabili!!!! Però c’è una bella atmosfera e dopo aver convenuto di organizzare la festicciola di compleanno nel locale, chiamo Andrea e lo vado a prendere per renderlo partecipe. Le portate sono abbondanti, tipicamente praghese il cibo, vari tipi di carne, birra a fiumi nei boccali megagalattici e antipasti strani, alcuni sgradevoli altri gustosi. Molto grassi comunque. Beh, qui si scatena l’uomo del rinascimento, dicesi Giuseppe Fragnoli. Estasiato di fronte a cotanta abbondanza, divora qualsiasi cosa gli passi davanti, si scola due boccali di birra giganti, è contento, è a suo agio nel locale che lo sta soddisfacendo. Mangia, mangia, mangia, mangia, il suo piatto è sempre pieno. Affetta qualsiasi pezzo di carne ci sia nei piatti. E beve, beve, beve, beve……si gonfia, si gonfia, ma imperterrito continua nella sua devastante missione. I ragazzi sono impauriti, cominciano a chiedersi: mangerà anche noi? Appena finita la cena, vado a riprendere le tre ragazze, ma sono ancora a tavola e oltre a farmi perdere un sacco di tempo, non mi permettono di partecipare agli auguri a Lidia, con tanto di candeline e musica. Sicuramente non me la prendo, ma accidenti……..La festicciola si chiude in allegria, ………………………………censurato…………………………………………..Rientriamo in albergo, si decide di uscire presto per godersi l’alba sul ponte carlo. Vado quindi a letto. Saprò dopo che lo scherzo preparatomi è evitato dalle giuste raccomandazioni di Andrea. Fragnoli non si fa pregare ad accompagnare la sua classe a bere di nuovo. Si saprà poi che altra birra sarebbe affluita nella sue capaci viscere. Bene, con l’immagine dell’uomo rinascimentale, si chiude la giornata. Ci aspetta l’ultimo giorno.

Written by dago64

April 12, 2008 at 2:59 pm

Posted in Dobra Voda IV

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