Il soldato dimenticato XIX – Laus, il nostro feldwebel
Cosa diavolo pensate di fare qua sotto? Laus gridò. Dove, in nome di dio, pensate di essere e che cosa pensate voi dobbiate fare su questo treno? Hals, spontaneo di natura, interruppe il nostro superiore. Disse che era impossibile stare all’esterno del telone perchè il freddo era terribile, e non c’era nulla da sorvegliare in ogni caso. Sembrava che nel fare queste osservazioni, Hals dimostrasse una mancanza totale di oggettività. Come un gorilla arrabbiato il sergente prese il nostro compagno per il colletto e lo scosse violentemente, riempendolo con un torrente di insulti.
Vi farò rapporto! Alla prima fermata possibile, vi manderò a un battaglione disciplinare. Questo è nulla rispetto alla pena prevista per l’abbandono del posto di guardia. Potreste avere il plotone d’esecuzione….che cosa sarebbe accaduto se un vagone fosse esploso dietro di voi? Voi non avreste avvertito nessuno da quel vostro buco!
Perchè? Lensen chiese. C’è un vagone che sta per esplodere? Chiudi la bocca idiota!!! Ci sono terroristi lungo l’intersa linea, pronti a rischiare qualsiasi cosa. Quando non fanno saltare I treni, lanciano esplosivi o bombe incendiarie. Vi trovate qui precisamente per prevenire queste azioni. Prendete I vostri elmetti e venite davanti al vagone, o butterò tutti giù dal treno !
Non aspettammo che lo ripetesse, e malgrado il freddo che mordeva le nostre facce, prendemmo le posizioni che ci aveva attribuito. Laus procedette attraverso i vagoni carichi, aggrappandosi come si spostava da uno all’altro. Non era veramente un prepotente, ma un uomo con una chiara idea che il lavoro doveva essere svolto. Non lo vidi mai cercare di rendere le cose più semplici per se stesso, dovuto probabilmente al fatto che sentivo che doveva avere una vena di simpatia, anche se non gli avevo ancora mai parlato. Nessuno degli altri sergenti della compagnia erano così rigidi; chiedevano di essere risparmiati per un grande lavoro; ma quando arrivava il momento Laus lavorava come se non più di loro. Era il più anziano dei sergenti; forse era già stato al fronte. Infatti, era come ogni sergente maggiore nel mondo: paura della responsabilità, e allo stesso tempo ci procurava momenti duri.
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